mercoledì 10 marzo 2010

Sempre loro a gridare "pidduisti". Stavolta però sputano e sventolano libri rossi dalle finestre. Ecco la testimonianza di un altro attacco alla generazione B.

Nel precedente post (Terrorismo politico/informatico contro la libertà e la democrazia…) spiegavo come alcuni cittadini di sinistra facevano terrorismo informatico per destabilizzare un sondaggio, quello dei Club della Libertà, sulle vicende delle candidature.
Parlavo di un terrorismo di sinistra e ce l’avevo con tutte le persone che, provocando l’avversario politico, cercavano la lotta, lo scontro, il ring.
Oggi, a distanza di cinque giorni, la situazione non è cambiata e porto alla vostra attenzione un altro fatto che è accaduto in mattinata a via dell’Umiltà prima dell’inizio della conferenza stampa di Silvio Berlusconi.


Regionali/ Battaglia di slogan tra pidellini ed elettori sinistra
All'ingresso della sede del Pdl dove sta per arrivare Berlusconi
Roma, 10 mar. (Apcom) - E' battaglia di slogan all'ingresso della sede del Pdl in via dell'Umilità tra sostenitori di Silvio Berlusconi - atteso a minuti per una conferenza stampa - e alcuni elettori del centrosinistra. I militanti del Club della libertà, armati di bandiere e striscioni, chiedono al premier di "portarci a votare per il Pdl" e invocano "libertà, libertà". Ma da un palazzo circostante si affacciano alcuni elettori di centrosinistra che mostrano platealmente le agende rosse simbolo della lotta alla mafia e una copia della Costituzione. Rispondono i militanti pidiellini invocando "libertà, libertà". 
I cori vengono rinnovati all'arrivo di Silvio Berlusconi che si è avvicinato ai militanti trattenendosi un paio di minuti a parlare con loro. Alle contestazioni dal palazzo sovrastante degli elettori di sinistra, i militanti pidiellini hanno iniziato a urlare: "Andate a lavorare", ricevendo in risposta applausi polemici e inviti ad andare altrove.

I fatti sono andati così (io c’ero), ce li racconta Riccardo Ragni, iscritto ai Club della Libertà, presente al sit-in:

"Con il gruppo dei militanti dei Club della Libertà, siamo arrivati in via dell’Umiltà intorno alle ore 10:45. L’appuntamento era di fronte al nostro partito dove di lì a poco, sarebbe iniziata la conferenza stampa del Presidente Berlusconi sull’esclusione delle liste PDL alle regionali. Arrivavano tanti giovani, alcuni candidati, molti amministratori e anche tanta gente che di passaggio si fermava alla lettura dello striscione “Silvio portaci a votare x il PDL”. Goliardia, tanta euforia, nonostante un pizzico di apprensione per quello che si li a poco avrebbe dichiarato il capo del nostro movimento politico.
Ad un certo punto, all’arrivo della Polverini, tutti noi ci siamo lasciati andare ad un applauso ed alcuni cori simpatici d’incitazione. C’era un clima sereno, si respirava l’aria che da sempre ci accompagna in ogni manifestazione politica. Per un istante i problemi elettorali sembravano non esistere.
D'un tratto, dalle finestre sopra di noi, ha iniziato a gridare “vergogna”, “Berlusconi mafioso”, “fatti processare”, insomma le solite cose che da anni ci perseguitano e che hanno contribuito, nel corso degli anni, a farci vincere molte elezioni. Alziamo gli occhi e da un terzo, forse un quarto piano, vediamo sventolare delle agende rosse (strumentalizzando un simbolo anti mafia). Due signore lo sventarono in aria. D’un tratto quando il fatto dello sventolio stava per essere ignorato, ecco che quattro ragazzi dal primo piano (tre metri in linea d’aria da noi) iniziano a insultarci pesantemente “andate via”, “Berlusconi è il vostro capo”, e molti cori di “buu”.
Impossibile tener a bada cento ragazzi. Siamo giovani, siamo in piazza da più di un’ora sotto la pioggia, siamo carichi per l’arrivo del nostro presidente, sotto casa nostra, via dell’Umiltà che per anni ha ospitato la bandiera di Forza Italia e tutto il suo popolo. Sembrava che Milano non avesse insegnato niente: altri intrusi stavano rovinando la nostra festa, la nostra “parola”, la nostra “voce”.
E così molti di noi hanno ribattuto alle offese con cori e saltelli da stadio, contro il comunismo, contro le capigliature stravaganti dei quattro che sul davanzale stavano iniziando a tirare volantini del Teatro Quirino (vedi foto), e a sputare come “lama da circo”."


Lo stile è lo stesso: alterare sondaggio, alterare le piazze, alterare un po’ tutto. Loro si sentono il bene, noi siamo il male, siamo i fascisti, siamo gli estremisti, siamo i pidduisti.
E mentre questi animali da circo, durante le ore di lavoro, ci sputavano addosso, dentro la sede del PDL un loro 'amico' irrompeva nella conferenza stampa in perfetto stile Muntadar al-Zaidi (vi ricordate quello che tirò la scarpa a Bush?!?!?) delirando contro il premier e contro il popolo della libertà.

Sono sempre loro, sono tutti uguali non cambieranno mai e noi non ci fermeremo mai. Per la libertà, viva la libertà.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

comunisti di m....

Anonimo ha detto...

...leggendo questo articolo uno solo è il mio commento: VI AMMIRO!

Gian Paolo Piccioni ha detto...

Premetto che sputare sull'avversario non è mai un bene, ne se si sputano infamie ne se si sputa fisicamente su di lui. Andrea, penso che hai confuso nel titolo "libri rossi" per "agende rosse" che hanno due significati molto molto diversi: i primi richiamano il comunismo attraverso i libretti di Mao Zedong,le seconde l'antifascismo per via dello storico oggetto di Borsellino mai ritrovato. L'errore non è da poco.
Poi non tutti quelli di sinistra sono comunisti, anzi molte poche persone hanno una tessera di un partito che si rifà al comunismo. E il più grande partito di sinistra (PD) è liberale, come quasi la totalità di noi democratici. Invece Berlusconi è un piddiusta e lo dimostra la sua tessera numero 1816.

Anonimo ha detto...

IO QUEST'ANNO NON VOTERO'... BASTA CON LA SINISTRA, BASTA CON LA DESTRA.

LA SPERANZA SONO I GIOVANI COME ANDREA DI SORTE O GIULIA INNOCENZI.

SVEGLIATEVI!

Rocco Aldo ha detto...

Questa è l'alternativa, non c'è molto altro. Solo violenza, solo insulti. Non hanno niente da proporre, un'idea, un modello da seguire.
Sono la peggiore sinistra del mondo.
Siamo con te Andrea.

Anonimo ha detto...

Non capisco che contesa elettorale ci sarebbe nel Lazio se i comunisti vogliono comunque e solo vincere... anche e soprattutto senza avversari! Bersani e Di Pietro, come fate a non vergognarvi? Evviva la DEMOCRAZIA!
Io ero di SN ma, dalle prossime votazioni, voterò BERLUSCONI, questo siete riusciti ad ottenere!
VERGOGNA!

Anonimo ha detto...

...ahahahaha!!!
ripeto, io vi ammiro!!!
ma questa volta vi spiego anche il perché.
La mia ammirazione trova origine nella vostra convinzione di appoggiare il PDL!!! Ma come fate?
Siete giovani, dovreste aver anche studiato (nel vero senso della parola e non solo frequentato), come fate a credere ed essere convinti di tutte le menzogne e le offese all'intelligenza ed al senso civico che quotidianamente il PDL ci offre!!!
Ieri l'ultima chicca: il ministro della difesa (giustamente calalto nel ruolo) che strattona un giornalista!!! Neanche nell'ultimo paese selvaggio della terra si verifica un atto di arroganza di tal genere!!!
ultimo pensiero rivolto all'anonimo di sx che voterà berlusconi: lo sai perchè voterai berlusconi? te lo dico io, tu non hai ideali, ma hai solo ottenuto qualcosa (secondo il più classico dei meccanismi clientelari) da qualche esponente del PDL e quindi hai cambiato casacca!!!
Ormai sei sistemato tu, quindi tutto ok! Sappi che un paese civile non funziona così. uesto modo di operare è tipico della bolivia, venzuela, colombia e tutti gli altri paesi più corrotti della terra.
ultimo commento:...e pensare che facevo parte dei giovani di forza italia...per fortuna ne sono uscito!!!

Severino Boezio ha detto...

NON NON AVREMO STUDIATO, MA VOI CHE AVRETE STUDIATO A FARE NON SI SA....

Carlomagno, a quanto pare, si è fatto conoscere per altri episodi analoghi a quello di ieri. Nel 2008 il leader radicale, Marco Pannella, in occasione di uno sciopero della fame contro la lista dei candidati elaborata dal Pd, fu costretto a urlare: «toglietegli il microfono».

Ma Carlomagno si era già distinto interrompendo Veltroni al Loft del Circo Massimo, e più recentemente Violante, che contestò sul tema dell’immunità parlamentare, e D’Alema a un convegno sul processo penale organizzato da Italianieuropei. Curriculum (“sono un freelance e per fortuna non sono iscritto all’albo dei fascisti giornalisti», dice) ed exploit a parte, per la sua performance di ieri, sul web è già una star: sui social network fioccano le pagine che inneggiano all’uomo che ha cercato insistentemente di porre domande al Cavaliere sul decreto salva-liste e sul caso Bertolaso e che ha costretto ad intervenire in prima persona Ignazio la Russa.

«Un grazie sincero a Rocco Carlomagno ...uno degli ultimi giornalisti che, senza timore reverenziale per alcuno, difende e si batte ancora per u n’informazione ed un Paese democratici. Grazie », si legge nella presentazione del neonato gruppo «Siamo tutti Rocco Carlomagno».

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